Sogni, promesse volano... Ma poi cosa accadrà?

Gianni Rodari

Bolletta. Cara energia, quanto mi costi?

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Sappiamo realmente quanto paghiamo, e perché, quando riceviamo la bolletta dell’energia elettrica? Il lento sviluppo della concorrenza nel mercato dell’energia, nonostante il proliferare di nuovi operatori è un fatto ormai evidente. Nell’ultima relazione annuale dello stato dei servizi e sull’attività svolta (rilasciata dell’Autorità per l’energia elettrica, gas e sistema idrico) si evidenzia come nel 2013, a sei anni dalla completa liberalizzazione del mercato della vendita, il 76% dei clienti domestici è rimasto sul mercato tutelato. Una situazione che migliora solo lievemente analizzando i volumi di vendita (72%). Sulle cause di tale stallo si è speculato a lungo nel tentativo di individuare il vero colpevole.

Carico fiscale, oneri di rete e di sistema. L’insuccesso della liberalizzazione 

Il carico fiscale eccessivo che non consente di evidenziare appieno i vantaggi del passaggio al mercato libero; la complessità della bolletta e la mancanza di informazione del consumatore sono i principali indiziati; pesano anche una regolazione troppo complessa ed articolata ed un eccessivo impatto degli oneri di rete e di sistema, necessario al fine di finanziarie lo sviluppo del mercato fotovoltaico: tutte ragioni che concorrono all’insuccesso della liberalizzazione.

Tutti questi aspetti sono a ben vedere possibili concause di una situazione da cui è difficile uscire. Una diversa lettura dei dati rivolta più al mercato non domestico consente di evidenziare un ulteriore fattore talvolta sottovalutato e meritevoli di attenzione.

Il 41% dei clienti non domestici  si serve del mercato libero

Nel medesimo rapporto si evidenzia come sempre nel 2013 il 41% dei clienti non domestici si serva del mercato libero, dato migliore ancorché di per sè non significativo al fine di dimostrare la maggior concorrenza nel settore. In termini di volumi tali clienti rappresentano l’89% del mercato non domestico ed il 68% dei volumi totali. Come spiegare tale situazione? La crisi ed i provvedimenti di riduzione delle spese hanno spinto tutti i consumatori ad una forte contrazione dei consumi energetici, nel settore non domestico gli utenti hanno acquisito sempre maggior consapevolezza dell’importanza del controllo dei consumi e questo a spinto sia le imprese sia la Pubblica Amministrazione a rivolgersi ad un mercato che ha consentito di garantire dei risparmi, ancorché non significativi.

Scarse le informazioni

Dal lato delle famiglie tale percezione è sicuramente mancata. Il consumatore domestico ha tutt’ora una scarsa percezione in termini di volumi di consumo complessivo e dispone di scarse informazioni relative al fabbisogno energetico dei singoli componenti in uso. Mentre nel settore delle TLC il consumatore medio ha acquisito piena consapevolezza della struttura dei prezzi (minuti, sms, gbite, tariffe flat) e gode di un’informazione completa sulle sue abitudini di consumo, nel settore elettrico manca in parte l’informazione (le compagnie elettriche forniscono informazioni solo sui consumi nelle diverse fasce) e in parte la consapevolezza. Quale futuro quindi?

Indispensabile il monitoraggio dei consumi

La diffusione della domotica è sicuramente una strada percorribile ma ancor di più l’evoluzione dei sistemi di monitoraggio dei consumi che dovrebbe consentire in un futuro non molto lontano, a ciascuno di noi, di prendere coscienza delle nostre abitudini di spesa e di percepire in  maniera più accurata la convenienza delle nostre scelte di consumo.

 Marco Latini 

L'Autore

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