"Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio".

Pietro Barilla

Cyber-archeologi per rimediare alle distruzioni dell’Isis

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Cyber-archeologiDopo la reiterata distruzione di opere d’arte in Medio Oriente da parte dell’Isis, alcuni archeologi hanno deciso di ricorrere alla tecnologia per riportare alla luce antichi splendidi reperti. Esperti e volontari stanno ricreando digitalmente manufatti di epoche lontane utilizzando foto prese da musei e siti archeologici. In questo modo, i “cyber-archeologi” stanno realizzando modelli in 3D di oggetti e opere che si pensa siano andati distrutti, così da preservare almeno delle riproduzioni di tali tesori per il futuro. L’idea è venuta a due dottorandi dell’ Itn-dch (Initial Training Network for Digital Cultural Heritage), gli studenti Chance Coughenour e Matthew Vincent, i quali hanno pensato di ricostruire digitalmente gli oggetti attraverso le foto che riuscivano a trovare; il tutto, a seguito della notizia diffusa dai militanti dell’Isis sulla distruzione di opere d’arte all’interno del Museo Mosul in Iraq.

Una vera magia: la si ottiene usando la fotogrammetria – ovvero una tecnica che utilizza un particolare software per trasformare foto in 2D in immagini in 3D – e anche immagini e foto inviate dal pubblico. Il tutto, dunque, grazie al web. Fino ad ora, infatti, più di 700 foto sono state inviate al sito Project Mosul, dalle quali è stato possibile creare quindici ricostruzioni in 3D, tra cui un cancello di metallo, la scultura di un leone a cinque zampe, tipica rappresentazione dell’arte Assira per mostrare il movimento (che rappresentava il pezzo forte del Museo), e una tavola dipinta. Questa tecnologia permette non solo di creare repliche di opere d’arte, ma dà vita anche ad una esperienza tattile che sarebbe impossibile con gli originali. I visitatori, infatti, potranno toccare gli oggetti, anche se, avvisano gli studiosi, non potranno essere sicuri che i manufatti siano un’esatta replica degli originali. Questa potrebbe essere data soltanto da una scannerizzazione professionale (cosa che assicurerebbe all’oggetto un maggior valore scientifico); ma pur di vedere tali opere ancora sotto i loro occhi, gli amanti dell’arte saranno certamente disposti ad adeguarsi.

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